Secondo posto, Medaglia d’Argento e Vice Campioni d’Italia, chiamatela
pure come volete l’impresa dei ragazzi che si sono arresi solo al Real
Torino nella finale per il primo posto e solo di misura. Difficile da credere, ma i nostri ragazzi hanno raggiunto agevolmente la finalissima vincendo tutte le partite in programma. Non contenti, nella finalissima hanno dato filo da torcere ai quotatissimi torinesi, tenendoli in apprensione sino all'ultimo secondo. La squadra, questa volta, unita, compatta, coesa, come raramente si era visto nel corso della stagione, ha giocato con il cuore, con la testa e ha dato veramente tutto per riuscire a portare a casa la medaglia più prestigiosa, tanto che il bravissimo portiere del Real Torino, ha dovuto in più occasioni togliere le castagne dal fuoco, con parate di pregevole fattura.
Meno fortunata la spedizione degli Under 17 la settimana precedente, condannati da due sconfitte di misura con Edera Trieste e Molinese, non sono riusciti a raggiungere le semifinali, pur giocando alla pari delle altre squadre. Anche in questa categoria il titolo è andato al Real Torino.
Proprio così, un finale amaro che pochi si aspettavano.
I rosso blu, dopo una stagione travagliata durante la quale hanno dimostrato di essere capaci di grandi prestazioni e di altrettanti grandi capitomboli, hanno detto addio alla possibilità di giocare la post season, cosa mai accaduta da quando giocano nel massimo campionato Italiano.
Come si legge nel titolo, grande amarezza e delusione per non avere centrato quello che era l’obbiettivo stagionale, i play off, che era sicuramente alla portata della squadra.
E proprio della squadra vogliamo parlare. I ragazzi dopo una partenza scoppiettante in coppa Italia con l’inattesa vittoria ai quarti contro Vicenza e con la sconfitta di misura contro Edera in semifinale, hanno ben iniziato il campionato infilando 4 vittorie (la prima poi trasformata in sconfitta a tavolino) e un pareggio ad Asiago. Questo inizio aveva lasciato ben sperare per il prosieguo del campionato, illusione che ben presto si è rivelata tale. Dopo la striscia positiva iniziale, sono cominciati i guai per Milano che è incappato nel giro di 20 giorni in due sconfitte, entrambe in casa contro Arezzo e Civitavecchia, tanto brutte quanto devastanti per la classifica finale. Questo ha riportato subito i milanesi con i piedi per terra inducendo la Società a rivedere alcune cose tra le quali la guida tecnica e il sistema di gioco, cambiati entrambi a fine dicembre.
Sconfitti ma non abbattuti. Ecco la sintesi della trasferta di domenica al “palaghiaccio” di via Boegan. No no, non abbiamo sbagliato a scrivere palaghiaccio, in quanto non si può definire diversamente la superficie della pista dell’Edera. Impossibile pattinare senza doversi preoccupare più di non cadere stile gatto silvestro, che di fare finte o cambi di direzione che in altre piste si possono fare, men che meno pensare di praticare un sistema di gioco che posa prevedere della pressione a tutto campo come Milano è abituata a fare. Comunque questo non è il motivo della sconfitta dei milanesi, ma bensì una “denuncia” sullo stato di impraticabilità, noto a tutti, della pista di via Boegan. Veniamo alla partita giocata, con entrambe le squadre che hanno esigenza di fare bottino pieno seppure per motivi diversi, Edera per mantenere la testa della classifica e Milano per acciuffare un posto nei play off.
Ultime partite con alti e bassi, insomma il live motive della stagione milanese.
A tre giornate dalla fine della regular season, Milano si trova nella condizione di dovere assolutamente fare 3 punti per qualificarsi ai play off. Le sfide che aspettano i milanesi, sono di quelle che alla vigilia non ti fanno dormire sonni tranquilli; nell’ordine Edera Trieste e Civitavecchia entrambe in trasferta e Vicenza tra le mura amiche, sfide che si prospettano durissime ma non impossibili. Veniamo alle ultime due partite giocate dal Milano che nella 18a giornata hanno fatto visita all’Arezzo, vera sorpresa quanto meno per continuità della stagione. Milano che si è presentato al Palacaselle in formazione rimaneggiata a causa dell’assenza di De Luca, Fiordelisi, Caterino e quella definitiva per questa stagione di Zagni.
Un ottimo Milano perde immeritatamente il big match della 17 a giornata contro Asiago.
Proprio cosi, sconfitta immeritata!!
Partita vera quella di sabato sera al Quanta Sport Village dove si sono affrontate Milano e Asiago in quello che era sicuramente il match clou della settimana. E partita vera è stata, grande intensità ritmo e sano agonismo (nessuna scaramuccia tra giocatori nonostante la partita maschia) che hanno concorso a dare vita ad una partita di alto livello.
Pronti via e si capisce subito che Milano ha tutte le intenzioni di fare bottino pieno in un incontro che può significare molto non solo dal punto di vista della classifica. Milano parte schierando tre linee come al solito con l’intento di non dare respiro all’Asiago. Dopo soli 30 secondi buona occasione per Milano che viene neutralizzata da Penko (alla fine della partita il migliore dei suoi), ma sul capovolgimento di fronte, un disco rimbalzato malamente davanti a Fiordelisi, trova la stoccata di Frigo che beffa l’estremo milanese dopo neanche un minuto e mezzo di gioco.
Doccia fredda per i ragazzi di Morelli che però impiegano solo qualche secondo a riprendersi e ricominciare a macinare gioco, con grande pressing e ripartenze che mettono spesso in difficoltà la difesa asiaghese, la quale però ha in Penko un vero e proprio muro.
La partita scorre cosi con continui ribaltamenti di fronte e grande spettacolo, fino a quando la coppia arbitrale decide di ergersi a protagonista (negativo) della partita.
Chiamate a dire poco incomprensibili da ambo le parti e confusione assoluta nelle decisioni. Risultato? Partita compromessa nella gestione generale, animi che si scaldano un po’ (come dicevamo sopra, grande prova di maturità di tutti i giocatori nel non cedere a facili isterismi di fronte alla palese incapacità arbitrale di gestire la partita) e penalità a raffica.
Tutto facile per il Milano 24 contro un Modena impalpabile.
Con un perentorio 10 a 0 (27 a 3 il totale dei 3 incontri stagionali tra Coppa Italia e campionato a favore dei milanesi) Milano archivia la pratica Modena con una partita che contrariamente alle aspettative si è rivelata poco più che un buon allenamento. Risultato che la dice lunga sull’andamento della partita, mai in discussione cosi come la netta supremazia milanese, a tratti addirittura schiacciante. Modena che si presenta a Milano forte di un roster diverso da quello dell’andata grazie agli inserimenti del ceko Bartheldy e di Costa che dovevano garantire una maggiore incisività all’attacco modenese. Cosi non è stato in
quanto il sistema di gioco milanese poco ha concesso agli avanti
modenesi se non due contropiedi causati da distrazioni difensive
milanesi entrambi neutralizzati da un Fiordalisi sempre più sicuro.